{"id":667,"date":"2008-06-02T00:37:32","date_gmt":"2008-06-01T22:37:32","guid":{"rendered":"https:\/\/visitatina.com\/?p=667"},"modified":"2025-04-17T00:08:51","modified_gmt":"2025-04-16T22:08:51","slug":"atina-secondo-ferdinando-pistilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/visitatina.com\/en\/storia\/atina-secondo-ferdinando-pistilli\/","title":{"rendered":"Atina secondo Ferdinando Pistilli"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Una \u00e8 questa delle pi\u00f9 antiche Citt\u00e0 dell&#8217;Italia, che oggi esistono. Tale la chiama <strong>Virgilio<\/strong> (1) e tale vien detta da <strong>Marziale<\/strong> nelle sue descrizioni (2) <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mari, quietoe cultor, et comes vitae,<br>Quo cive prisca gloriatur Atina.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da queste testimonianze, e da altre simili disse il Biondo <em>Atina urbs vetustissima<\/em> (3). La sua fondazione si richiama da un Re detto Saturno (4), chiunque egli sia: <em>Hanc (Atinam) Rex Saturnus&#8230; post Civitatis Sipontinoe constructionem, secundam in toto Occidente condidit, atque Atinam appellavit<\/em>. Quest&#8217;antica tradizione viene sostenuta da alcuni monumenti. L&#8217;Impresa della Citt\u00e0 d\u00e0 un vecchio di bassorilievo, che nella sinistra tiene un mazzetto di grano e nell&#8217;altra una falce. Egli \u00e8 Saturno <em>Saturnus&#8230; pingebatur, ut homo senex&#8230; prolixa barba&#8230; tecto capite&#8230; qui una manu, scilicet dextra falcem tenebat<\/em> (5). Donde ebbe il nome di falcifero: <em>Saturnus Caspius adiecit&#8230; falces foenarias, ob quod solus vendicavit sibi nomen falciferum (6).<\/em> Quindi cant\u00f2 <strong>Virgilio<\/strong> (7):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Vitisator curvam servans sub imagine falcem<br>Saturnusque senex,<\/em><\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso anche scrisse Macrobio (8) ec. <br>Oltre di ci\u00f2 \u00e8 da riflettersi che entro la Citt\u00e0 vi era la tomba <strong>(a)<\/strong> del medesimo. Esiste ancora la pietra sepolcrale, che cos\u00ec si riporta dal Muratori p. CCXCVI:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>OSSA<br>P<br>SATVR<br>SEM.P<\/strong><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>OSSA<br>P<br>DEORV<br>SEM.R<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Li due epiteti di <em>Semipadre<\/em>, e di <em>Semir\u00e8<\/em> sono proprii di Saturno (9). Indi per le sue buone doti divinizzato <strong>(b)<\/strong> dalla Gentilit\u00e0 vi fu adorato in un magnifico Tempio, oggi consacrato alla Madre di Dio; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sub Antonini Caracallae Imperatoris temporibus dedicatum est in Atina Forum eiusdem Antonini, non longe ab Amphitheatro, magnis lapidibus, et politis marmoribus: juxta quod Forum situm est et Templum Saturni, ante cujus fores aquaeductus <strong>(c)<\/strong> distenditur, variis operibus insignitum, habens idola septem, et septem absidas in quibus posita erant<\/em> (10). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parte dell&#8217;odierna <strong>Citt\u00e0 di Atina<\/strong> giace sulle rovine dell&#8217;antica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(a)<\/strong> Dimostrato, che&#8217;l sepolcro di <strong>Saturno<\/strong> era in <strong>Atina<\/strong>, dir\u00e0 taluno, che sia strana l&#8217;autorit\u00e0 del P. Clavelli riportata alla pag. 3o; volendosi con essa sostenere il sepolcro di <strong>Saturno<\/strong> in Arpino. Ma se si bada alla venerazione, che gl&#8217;Idolatri aveano a Saturno loro Re, e maestro, sar\u00e0 egli meco concorde, che non solo Arpino ne volesse delle reliquie, ma altri Luoghi ancora, che da lui ebbero l&#8217;origine e&#8217;l governo, purch\u00e8 non sia stato altro <strong>Saturno<\/strong>, che in altra epoca avesse governato in <strong>Atina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(b)<\/strong> <em>Tanta&#8230; antiquorum hominum traditur fuisse simplicitas, ut advenientes ad se advenas, qui modo consilio, ac sapientia praediti, ad instruendam vitam, formandosque mores aliquid conferentur, quod eorum parentes, atque originem ignorabant, Coelo, et Terra editos non solum ipsi crederent, verum etiam posteris affirmarent.<\/em> Cos\u00ec parla di Saturno M. Aurelio Vittorino nel c. 1 Orig. Gent. Rom. A quest&#8217;oggetto si riponevano nel numero de&#8217;Dei, edificando loro dopo la morte ed Altari, e Tempii.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(c)<\/strong> Fra le altre perdite che si contano in Atina vi \u00e8 questa di s\u00ec rinomato Acquidotto. Egli prendea l&#8217;acqua tre miglia fuori della Citt\u00e0, e la distribuiva in tutti i quartieri e serviva ancora per indi irrigare li giardini e li campi. In diversi scavi si sono trovati de&#8217; pezzi di questo canale fatto di piombo. Se ne osservano le vestigia alla Rocchetta, lungo la strada che conduce alla SS. Triuit\u00e0, nella Valle Giordana ed alla foresta.<\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorge nel piano di una Collina niente spiacevole. Potrebbe far credere l&#8217;opposto la corona dei monti che sembrano renderla infelice. L&#8217;aere \u00e8 molto sano e perci\u00f2 gli abitanti sono di buona salute e di buon sangue. N\u00e8 \u00e8 da attendersi a quel, che in contrario ne scrive Servio in Virgilio (11).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La materiale grandezza dell&#8217;antica Atina \u00e8 anche oggid\u00ec visibile dalle vestigia delle rovinate mura. Il circuito del primo muro d\u00e0 un estensione che sorprende. Principia dal ponte, ora rovinato dalle inondazioni; gira verso l&#8217;antica Porta, che d\u00e0 la strada alla Villa del Peschio, ed al Colle detto de&#8217; Monumenti verso gli antichi sepolcri, che vi sono (1o). La medesima muraglia cingeva la Citt\u00e0 con Porta verso il fiume Molarini; lasciando la riva di questo stendevasi tanto, che dava la quarta <strong>Porta detta del Sacco<\/strong>, che corrispondeva alla <strong>Sede de&#8217; Cavalieri<\/strong>. Indi tirava avanti pel monte detto di <strong>S Giovanni<\/strong> alla <strong>Valle Giordana<\/strong>, ove era la quinta Porta ed oggi la strada, che conduce al <strong>Monistero de&#8217; Zoccolanti<\/strong>, che prima abitavano i Cassinesi. La stessa Porta era verso la medesima Valle nella strada di <strong>Cancello<\/strong>, strada angusta (d) e ben fastidiosa. Si osserva finalmente la settima Porta, seguendo il medesimo muro sopra la salita della Torre al campo della Fontana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbellivano la <strong>Citt\u00e0 di Atina<\/strong> li vasti Tempii, innalzati alle diverse Deit\u00e0 adorate da&#8217; Gentili. Vengono rammentate dalla <strong>Cronaca di Atina<\/strong> quello di Saturno di cui s&#8217;\u00e8 parlato per l&#8217;avanti, quelli di Giano <strong>(e)<\/strong>, di Diana, di Giove, di Giunone etc.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(d)<\/strong> \u00c9 egli un sentiero dalla natura talmente disposto che Ladislao disfatto dagli Angioini, colle reliquie delle sue truppe, ivi fece fronte all&#8217;esercito vittorioso, sino a farlo retrocedere: <em>Ludovicus&#8230; ad nostrum Cancellum, ut inde exercitum traduceret, accessit; sed quia Ladislaus hunc aditum optime etiam munierat, et pauci transitum multis impedire poterant, cum per vallem valde arctam 4ooo pass. longitudinis altis montibus sectam natura, coeno, atque lapidibus impeditam, transeundum esset, ne copias periculo committeret, recessit, et Regnum dimisit.<\/em> Palombo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(e)<\/strong> Il <strong>Tempio di Giano<\/strong> dette il nome alla Selva piana, oggi Settignana: <em>In Villa<\/em>, leggesi nella <strong>Cronaca Atinese<\/strong>, <em>quae sept. Jani vocabatur, non longe a Civitate, in qua idolum aureum, et argenteum eiusdem colebatur Jani.<\/em> Qui vicino si vuole che fosse la Villa, ove ripos\u00f2 <strong>Cicerone<\/strong> nel partire per l&#8217;esilio di cui fa menzione <strong>Valerio Massimo<\/strong> Lib .I c. 5 dicendo: <em>Urbe pulsus M. Cicero cum in Villa quadam campi Atinatis diversaretur etc<\/em>. E Cicerone stesso ne parla al Lib I 28 de Divin. : <em>Cum in alla fuga, ci dice, nobis gloriosa, Patriae calamitosa, in Villa quadam Campi Atinatis manerem etc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello di Diana, oggi consacrato a San Silvestro, fu innalzato dall&#8217;Imperadore Adriano: <em>Adrianus Imperator Atinam veniens, Templum Dianae continuo fecit in eo loco, ubi balnea dicebantur Imperialia, non longe ab Amphitheatro contra meridianam plagam, subtus viam Aquaeductus (Ib)<\/em>. Vi erano ancora de&#8217; magnifici Edifizii pubblici, come l&#8217;anfiteatro costruito all ultimo buon gusto dell&#8217;Architettura Romana, la Piazza Antoniana, e le Terme con un magnifico Palazzo nel monte vicino alla Chiesa di S. Angelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa material delineazione della Citt\u00e0 in qualche modo dimostra l&#8217;antico potere di Atina e che ragionevolmente Plinio <strong>(12)<\/strong> ne lodasse la potenza insieme con Virgilio <strong>(13)<\/strong> ed altri. Or appunto tal fidanza nelle sue forze fu cagione di collegarsi spesso co&#8217; vicini Sanniti, per cui di sovente correva dietro la sorte di quel Popolo rivoltoso. In fatti vendicatisi i Romani dell&#8217;affronto e dell&#8217;avvilimeuto sofferto nel 433 di Roma nella Valle di Caudio, fu Atina in pena ridotta in Prefettura. Cessarono perci\u00f2 le proprie Leggi e la facolt\u00e0 d&#8217;elegger i Magistrati e cominci\u00f2 ad esser governata da Pretori Romani o da Prefetti da questi eletti <strong>(14)<\/strong>. In tale stato ella durava a tempo di Cicerone, come egli stesso l&#8217;attesta <strong>(15)<\/strong>: <em>Hic<\/em>, dice di Planco, <em>est \u00e8 Proefectura Atinati&#8230; Hujus Proefectura, plena virorum fortissimorum, sic ut nulla tota Italia frequentior dici possit.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi anni dopo torn\u00f2 <strong>Atina<\/strong> a scuoter il giogo de&#8217; Romani, collegandosi di bel nuovo co&#8217; <strong>Sanniti<\/strong>. Ma nel 441 si vede ridotta al suo dovere dal <strong>Console Giunio<\/strong>: <em>Adjiciunt Atinam, et Calatiam ab eodem<\/em> (Junio) <em>captas<\/em> (16). Non guari dopo torna a riunirsi Atina co&#8217; Sanniti. Onde <strong>Sp. Carvilio<\/strong> essendosi portato all&#8217;assedio di <strong>Comino<\/strong> nel 46o, distrusse per allora, e rovin\u00f2 i suoi campi <strong>(17)<\/strong>. Sotto <strong>Nerone<\/strong> la leggiamo Colonia, che volle egli vi si deducesse: <em>Atina, muro ducta Colonia: duxit Nero Claudius Caesar<\/em> <strong>(18)<\/strong>. In questo stato di amicizia co&#8217; Romani si elettrizz\u00f2 vie pi\u00f9 lo spirito marziale della <strong>Citt\u00e0 di Atina<\/strong>. In fatti le virt\u00f9, e &#8216;l valore degli Ateniesi, mostrato nelle Cariche, e nelle spedizioni contra i nemici della Repubblica Romana, mossero il Senato a dichiarar Municipio la loro Citt\u00e0. Esiste tuttavia una Lapide in Atina riportata dal Muratori pag. MCII:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Q. HERIO. Q. F. TER. OCTAVIO. IVSTO<br>PATRONO. MVNICIPI. FLAM. DIVI<br>TRAIANI. AED. II VIR. II<br>QVINQ. Q. II. OB MERITA. EIVS<br>ATINATES. DEC. AVG. ARKANI. VI. VIR.<br>PLEBS. VTRIUSQVE. SEXVS. EX<br>REDITV. PECVNIAE. LEGATAE<br>SIBI<br>L. D. D. D<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non troviamo di Atina avvenimenti di rilievo ne&#8217; bassi secoli. Soltanto al principio del secolo V, o sia nel 42o con orrore udiamo la totale distruzione della Citt\u00e0 fatta da <strong>Arcadio<\/strong>. Queste sono le parole della <strong>Cronaca di Atina<\/strong>, che ne racconta l&#8217;eccidio: <em>Quod<\/em> <strong>(f)<\/strong> <em>cum Imperator audisset, paravit exercitum valde terribilem&#8230; Cum fuissent ingressi, omnes, quos inveniebant trucidabant&#8230; Cives siguidem partim gladio corvuentes, partim fuga evaserunt; quosdam vero duxere captivos. Imperator vero deputatis fossoribus, omnia moenia, et muros Civitatis pariter dirui fecit&#8230; Civitas vero cd solum redacta multis temporibus mansit inculta<\/em> <strong>(1o)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(f)<\/strong> Narra la suddetta Cronaca, che in quel tempo dominava in <strong>Atina<\/strong> il figlio dell&#8217;<strong>Imperadore Arcadio<\/strong> e che per uno affronto commesso dal medesimo ad una famiglia rispettabile, la Citt\u00e0 tutta si sollevasse, e lo trucidasse: per cui adirato l&#8217;Imperadore uguagliasse al suolo la Citt\u00e0 ribelle. A questo racconto poco verisimile si oppone l&#8217;<strong>Ughelli<\/strong> dichiarandolo una vera favoletta. Imperocch\u00e8 dice, che l&#8217;<strong>Imperatore Arcadio<\/strong> ebbe il solo <strong>Teodosio<\/strong>, il quale successe al padre nel 4o8, e regn\u00f2 con <strong>Onorio<\/strong>, e <strong>Valentiniano<\/strong> sino al 449, tempo, in cui pass\u00f2 all&#8217;altra vita. <em>Ital. Sacr. Ep. Atin.<\/em> Laonde tutto altro sar\u00e0 stato il motivo di questa rovina di <strong>Atina<\/strong> come si rileva dall&#8217;evidenza di un anacronismo di tal sorta.<\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rest\u00f2 in tal modo desolata la <strong>Citt\u00e0 di Atina<\/strong>, finch\u00e8 alla fine del secolo V i Cittadini qu\u00e0 ,e l\u00e0 sbandati si riunirono, e rialzarono la Citt\u00e0 da fondamenti: <em>Tempore Leonis Imperatoris Atinenses Cives post destructionem, quam fecerat Arcadius Imperator, revertentes readificaverunt candem Civitatem<\/em> (Ib.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simile all&#8217;antecedente furono le altre due rovine di <strong>Atina<\/strong>, datele dal <strong>Duca di Benevento Zottone<\/strong> nel 587 e nel 63o. Fu tale il massacro de cittadini in quest&#8217;ultima che non vi lasci\u00f2 esente il Vescovo g stesso del Luogo Felice (Ib.). Torn\u00f2 subito Atina a riaversi de danni giacch\u00e8 nel 626 le fu inviato il <strong>Vescovo Gaudenzio<\/strong> da <strong>Onorio Papa<\/strong>. Ecco Atina sotto il Duca di Benevento. Nel 723 egli era <strong>Gisulfo<\/strong> figlio di <strong>Liutprando Re de&#8217; Longobardi<\/strong>, dopo la morte del quale, che accadde nel 758, il successore <strong>Arechi<\/strong> acquist\u00f2 il titolo di Principe. Nel 9oo il Ducato di Benevento essendosi unito con quello di Capua, Atina ne segu\u00ec la stessa sorte. Ma nel 1o1o si legge sotto il dominio de&#8217; <strong>Conti de&#8217; Marsi<\/strong> (19). Indi nel 1o94 pass\u00f2 a quello de <strong>Duchi di Aquino<\/strong> (2o).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;anno 1191 <strong>Arrigo VI Imperadore<\/strong> dopo aver incendiata Arce, si port\u00f2 ad Atina per ridurla alla sua divozione come in fatti esegu\u00ec. Ma partitosi appena di l\u00e0 per le malattie, che infierivano nel suo esercito, <strong>Riccardo Conte di Carinola<\/strong> a nome del suo Monarca ripiglia questa Citt\u00e0, ed altre Terre da Enrico conquistate.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(g)<\/strong> Non v&#8217;\u00e0 dubbio, che Atina sia stata una volta Sede Vescovile. Si richiama anzi l&#8217;epoca del primo <strong>Vescovo San Marco Galileo<\/strong> fin da San Pietro, come leggesi nel Martirologio Romano al di 28 Aprile. \u00c8 certo inoltre, che vi durasse de&#8217; secoli, finch\u00e8 <strong>Papa Innocenzo III<\/strong> la soppresse, e ridussela a Prepositura. <em>Baudrand<\/em>; o circa il tempo di <strong>Eugenio III<\/strong>, al dir dell&#8217;<strong>Ughelli<\/strong> <em>Ital. Sacr.<\/em> Finalmente nel 1698 si dichiar\u00f2 Commenda in beneficio del Vescovo di Aquino. <em>Tauleri Mem. Ist. di Atina<\/em>. Ma nel 1790 a 28 Settembre venne dichiarata di Regio Patronato.<\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una \u00e8 questa delle pi\u00f9 antiche Citt\u00e0 dell&#8217;Italia, che oggi esistono. Tale la chiama Virgilio (1) e tale vien detta da Marziale nelle sue descrizioni (2) Mari, quietoe cultor, et comes vitae,Quo cive prisca gloriatur Atina. Da queste testimonianze, e da altre simili disse il Biondo Atina urbs vetustissima (3). 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