La Chiesetta della Madonna delle Grazie: Storia e Arte a Atina
La Chiesetta della Madonna delle Grazie di Atina, con la sua forma rettangolare, rappresenta un importante punto di riferimento religioso e culturale. La parete esterna è caratterizzata da una porta in legno finemente decorata con fregi in ferro battuto, mentre la lunetta sopra la porta ospita una pregiata ceramica che raffigura la Madonna delle Grazie, opera dell’artista Enrico Todisco di Cervaro.
All’interno della chiesetta, si trova un altare in marmi policromi, affiancato da due grandi statue lignee dei Santi Stefano e Michele Arcangelo. Sopra l’altare, una nicchia custodisce la statua della Madonna, restaurata per preservarne la bellezza. Il soffitto è ornato con delicate decorazioni, e lo zoccolo è stato recentemente restaurato, riportando alla luce le pietre originali.
Storia della Chiesa di Santa Maria delle Grazie
L’attuale chiesetta è ciò che resta della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, costruita all’inizio del Seicento dal canonico Leandro Mancini, come testimoniato dallo storico atinate Palumbo. La chiesa, terminata durante la prepositura di Bernardino Mancini, ospitava una statua della Vergine di straordinaria bellezza, considerata capolavoro di maestria.
La chiesa originaria si trovava sulla piazza principale di Atina, oggi Largo Garibaldi, e misurava 11,20 metri di lunghezza per 6,70 metri di larghezza. Era dotata di una sagrestia di 5,60 x 4,10 metri. Nel 1703-1704, la chiesa era di proprietà di Bonaventura Renzi, come registrato nella relazione della visita pastorale del vescovo di Aquino, mons. Giuseppe de Carolis. Successivamente, nel 1881, la famiglia Renzi cedette la maggior parte dei diritti alla famiglia Elia e al Comune di Atina.
Danni del Terremoto del 1915 e Demolizione
Il terremoto di Avezzano del 13 gennaio 1915 danneggiò gravemente la cappella, in particolare la volta e gli angoli frontali, tanto da doverne ordinare la demolizione per motivi di sicurezza. Il locale della sagrestia rimase invece intatto. La cappella era situata accanto a un edificio comunale che ospitava la Pretura, con un archivio degli uffici giudiziari sopra la sagrestia.
Esproprio e Trasformazione in Chiesetta
Nel 1916, il Comune di Atina decise l’esproprio per pubblica utilità della cappella, allo scopo di ampliarla verso la piazza del mercato. Dopo una trattativa con gli eredi della famiglia Elia, che avevano diritti sulla cappella, venne stabilita la divisione dei beni. Il Comune ottenne il terreno su cui sorgeva la cappella, mentre la famiglia Elia conservò la sagrestia e gli arredi sacri.
Il locale che una volta ospitava la sagrestia fu trasformato in Chiesetta della Madonna delle Grazie dalla famiglia Elia. Nonostante le ristrutturazioni, la tradizione religiosa legata alla Madonna delle Grazie continua ogni anno il 2 luglio, quando mons. Domenico Simeone celebra la messa, attirando numerosi fedeli in segno di devozione.
La Chiesetta della Madonna delle Grazie di Atina non è solo un luogo di culto, ma anche un simbolo della storia e delle tradizioni locali. Ogni anno, con la celebrazione del 2 luglio, continua a mantenere viva la memoria storica e religiosa del paese.