Secondo l’antica tradizione e le cronache, si ritiene fermamente che il corpo del martire Passicrate riposi ancora nella città di Atina. Il suo martirio è stato descritto con grande dettaglio, e in suo onore, insieme a Santa Daria, fu edificato un piccolo tempio nel luogo anticamente chiamato “Granai e Orrei”, oggi noto come “Broile”.
Questa costruzione si deve al vescovo Salomone, originario di Roma, noto per la sua eloquenza e il prestigio che ricoprì nel suo episcopato. Egli redasse le gesta dei santi martiri Nicandro, Marciano e Marco, oltre a quelle di Passicrate e Daria. Inoltre, eresse un altare sopra i loro corpi e costruì una chiesa a loro dedicata nel luogo chiamato “Horrea”, situato in una villa della zona, oggi conosciuta con il nome di “Brola”.
Successivamente, le reliquie di Passicrate furono trasferite nel vestibolo di un’arca che già custodiva i corpi di San Nicandro e San Marciano, per volere del vescovo Eugenio. Tale arca, costruita nella parte settentrionale della chiesa maggiore, era protetta da una copertura di piombo e da strutture in pietra e ferro. Al suo interno furono collocate anche altre ossa di santi, i cui nomi rimasero sconosciuti. Tra queste, vi erano anche le reliquie di Passicrate, custodite all’ingresso della basilica.
Il Cardinale Baronio, pur essendo originario della città di Sora e quindi vicino a noi, non menziona affatto questo martire nei suoi Annali. Pertanto, le principali autorità che trattano di San Passicrate sono Pietro Diacono di Montecassino e Pietro Paolo Florio da Urbino. Non si può fare altro che riportare le loro testimonianze per dimostrarne la veridicità.
Pietro Diacono narra così:
“Ovunque i pagani avevano innalzato idoli, impedendo a chiunque di comprare, vendere, attingere acqua dalle fonti o entrare in città senza prima sacrificare agli dèi. Il beatissimo Passicrate fu arrestato da questi uomini malvagi e, legato con delle corde, venne condotto davanti al malvagio console. Quando lo vide, il console gli chiese: ‘Qual è il tuo nome?’ Il santo rispose: ‘Tra gli uomini, mi chiamano Passicrate.’
Il console continuò: ‘A quale dio offri i tuoi sacrifici?’ Passicrate rispose: ‘Io offro sacrifici al Signore Gesù Cristo, che si è offerto in sacrificio al Padre per la nostra salvezza.’
Allora il console disse: ‘Perché segui questa religione empia?’ Il santo rispose: ‘Empi siete voi e i vostri principi, poiché, abbandonato Dio, adorate gli idoli.’
Il console incalzò: ‘Dunque, pensi di possedere la verità insieme ai tuoi compagni, mentre il mondo intero vive nell’errore?’
San Passicrate rispose: ‘Lungi dal cuore dei fedeli pensare che tutto il mondo sia nell’errore. Voi, invece, siete come aborti rigettati dalla terra.’
Il console, adirato, esclamò: ‘Giuro sugli dèi e le dee che, se non sacrificherai, emetterò immediatamente la sentenza di morte contro di te.’
San Passicrate rispose: ‘L’ho già detto e lo ripeto: nulla potrà separarmi dall’amore di Cristo.’
A queste parole, il console, furioso, emise la sentenza: ‘Poiché non siamo riusciti a piegare Passicrate alla nostra fede, per ordine dell’imperatore ordiniamo che venga ucciso tra atroci tormenti.’
I suoi carnefici, obbedendo al crudele comando, lo condussero fuori dall’arena e, infliggendogli supplizi sempre più crudeli, lo martoriarono fino alla morte.
Quando la notizia giunse al fratello Papiniano, egli giunse di notte, trafugò il corpo e lo seppellì con gli onori che gli erano dovuti.”
Pietro Paolo Florio da Urbino, nel 1599, pubblicò un piccolo volume con le vite di tutti i santi protettori di Atina e scrisse brevemente anche di San Passicrate.
Vita e Martirio di San Passicrate, Protettore di Atina
In ogni luogo, i pagani avevano innalzato idoli, rendendo impossibile abitare o attraversare la città senza prima sacrificare agli dèi falsi. Poiché il glorioso cavaliere di Cristo, Passicrate di Atina, si rifiutò di farlo, fu catturato da una moltitudine di infedeli, legato con corde robuste e condotto davanti a Massimo, un prefetto crudele.
Massimo gli chiese il nome e la patria, poi continuò:
“A quale divinità rivolgi le tue preghiere e offri sacrifici?”
San Passicrate rispose:
“Al mio Signore Gesù Cristo, il quale, per la mia salvezza e quella del mondo intero, si offrì in sacrificio al Padre eterno sull’altare della Croce.”
Massimo, acceso d’ira, gli chiese:
“Perché hai abbracciato la setta empia dei cristiani?”
Il martire di Cristo rispose:
“Empi siete voi, che, abbandonato il vero e eterno Dio, adorate legni e statue, simulacri dei demoni!”
Massimo incalzò:
“Quindi solo tu e la tua setta conoscete la verità, mentre il resto del mondo vive nell’errore?”
San Passicrate replicò:
“Non sia mai che tutto il mondo resti cieco! Ciechi siete voi, che, come parti abortivi e imperfetti, non riuscite a vedere lo splendore della vera luce.”
Il prefetto, infuriato, giurò:
“Se non sacrificherai agli dèi immortali, ti farò morire di una morte atroce e dolorosa!”
Passicrate, con fermezza, rispose:
“L’ho già detto e lo ripeto: nulla potrà separarmi dall’amore di Cristo!”
A quelle parole, Massimo, colmo di sdegno, pronunciò la sentenza:
“Poiché non siamo riusciti a piegare Passicrate a onorare i nostri dèi, secondo i decreti dei nostri imperatori, ordiniamo che venga ucciso tra atroci tormenti.”
I ministri dell’empio tiranno eseguirono l’ordine: sottoposero il santo martire a torture sempre più crudeli, fino a che, dissanguato e privo di forze, rese lo spirito al suo Signore.
Il suo corpo esanime, martoriato, fu abbandonato nell’arena, lo stesso luogo in cui aveva combattuto valorosamente contro il mondo. Ma Papiniano, suo fratello, anch’egli credente in Cristo, di nascosto lo raccolse e gli diede una sepoltura degna.
San Passicrate subì il martirio sotto l’imperatore Domiziano.
Filippo Ferrario, nell’Indice Topografico, che accompagna il Catalogo dei Santi d’Italia, registra quasi tutti i santi martiri e confessori presenti ad Atina. Tra questi, annovera anche il nostro glorioso martire, San Passicrate.
Santi Martiri e Confessori di Atina
Ecco alcuni dei santi menzionati da Ferrario:
- San Giuliano, Martire – 27 gennaio
- San Prudenzio, Vescovo e Martire – 1 aprile
- San Marco, Vescovo e Martire, Patrono – 28 aprile
- San Caro, Vescovo e Martire – 29 aprile
- Santi Nicandro e Marciano, Martiri – 17 giugno
- San Fulgentio, Vescovo e Martire
- San Martino Eremita e Confessore
Nel Catalogo, parlando dei santi Nicandro e Marciano, Ferrario non solo conferma il martirio di San Passicrate, ma afferma che avvenne nello stesso periodo in cui Nicandro e Marciano ricevettero la corona del martirio.
Si dice inoltre che Zotico e Papiniano, compagni di martirio, raccolsero i corpi e li seppellirono nel luogo dove poi fu costruita una chiesa. In particolare, Passicrate fu sepolto dal fratello Papiniano ad Atina.
Secondo Pietro Diacono, nei Fatti di San Nicandro e San Marciano, Passicrate fu martirizzato sotto l’imperatore Domiziano, durante la persecuzione ordinata da Massimo, prefetto della città. Tuttavia, non è noto con precisione il giorno e il mese del suo martirio.
Sebbene alcuni autori sostengano che il martirio sia avvenuto contemporaneamente a quello di Nicandro e Marciano, Pietro Diacono afferma chiaramente che Passicrate fu martirizzato prima di loro.
Secondo lo storico Luigi Galeoto, San Passicrate subì il martirio nell’anno 65 dalla Passione di Cristo, mentre Nicandro e Marciano furono martirizzati alcuni mesi dopo.
Questa cronologia è confermata anche da Paolo, che scrive:
“Passicrate soffrì il martirio nell’anno 65 dalla Passione del Signore, e dopo alcuni mesi, anche Nicandro e Marciano subirono la stessa sorte.”