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Seconda Guerra Mondiale, Gli Atinati salvati ad Assisi

Oggi approfittiamo di questa data, il 10 Giugno (nel 1940 l’Italia entrò in guerra), per raccontarvi una storia (da quel che sappiamo la conoscono in pochi) di un gruppo di persone di Atina salvate alla fine della Seconda Guerra Mondiale ad Assisi.

Il nostro territorio fu duramente colpito, Atina e gli altri borghi della Valle di Comino si trovavano sulla Linea Gustav e furono il triste teatro di aspre battaglie tra i Nazisti e gli Alleati.

Verso la fine del mese di Gennaio del 1944, i Tedeschi ordinarono l’evacuazione generale di alcuni comuni che si trovavano in corrispondenza della linea di guerra, tra questi Atina, Villa Latina, Belmonte Castello e Picinisco: era il 23 Gennaio.

Le persone che si trovavano ancora in paese si videro obbligate a lasciarlo. Le famiglie venivano smembrate caricate sui camion e portate nei centri di accoglienza o portate al nord, i più “fortunati” si dispersero sulle montagne circostanti.

Un gruppo di Atinati sfollò a Settefrati: qualcuno ospitato da persone del posto, altri invece rifugiati nelle grotte circostanti o in accampamenti di fortuna nei boschi.

Il 16 Marzo 1944 arrivò l’ordine di sgombero di Settefrati e il gruppo (40/50 pp secondo le nostre fonti) di Atinati si spostò ad Alvito.

Ordine sgombero di Settefrati nel 1944
L’ordine di sgombero del Comune di Settefrati nel Marzo del 1944

Rimasero ad Alvito per qualche settimana, fin quando, dopo un rastrellamento, furono catturati dai Nazisti e caricati sui camion alla volta di Roma.

Furono deportati nella Fabbrica d’armi Breda a Roma, che in quel periodo, su volere di Mussolini, era stata trasformata in campo per sfollati e campo d’internamento.

Erano tempi difficili, si viveva di espedienti. G. Caira, all’epoca una bambina, ci ha raccontato che uno dei suoi fratelli per cercar di avere un tozzo di pane in più del dovuto, era solito fare dei servizi ai soldati tedeschi che controllavano il campo.

Il 28 Maggio 1944 il 21° Battaglione Neozelandese liberò Atina.

Atina - 1 Giugno 1944, George Frederick Kaye
Atina, 1 Giugno 1944

J. W. Southbridge fa amicizia con un civile italiano nella città di Atina, in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale – Fotografia scattata da George Kaye

Dopo la lunga, sfibrante serie di battaglie sulla linea Gustav e sul fronte di Anzio, le armate alleate avanzarono verso Nord: Roma fu liberata dalla V Armata Americana il 4 Giugno 1944.

Qualche giorno prima, i Nazisti, con il fiato sul collo, caricarono gli ultimi prigionieri (tra i quali i nostri compaesani) della Fabbrica Breda sui vagoni piombati in partenza dalla stazione Tiburtina e diretti in Germania.

In Umbria, la mattina del 7 Giugno 1944, gli Alleati bombardarono la ferrovia e in particolare la stazione di Assisi… in quegli istanti, il treno con a bordo il gruppo di persone di Atina, era fermo lì, nella stazione ferroviaria di Assisi, a due passi dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli. I soldati tedeschi, presi alla sprovvista, se la diedero a gambe levate abbandonando il treno e tutto il materiale bellico che avevano con loro.

Solo qualche ora dopo, quando la situazione si calmò, la gente del posto forzò i vagoni e liberò le persone che vi erano rinchiuse.

I nostri concittadini rimasero ad Assisi per qualche mese, ospitati dai frati francescani, dalle suore o dalle persone del luogo.

Tornarono ad Atina dopo l’estate del 1944.

Sappiamo per certo che in quel treno erano presenti:

Anna Del Prete
Maria Grazia Pagano
Giuseppina Caira
Filippo Caira
Ennio Caira
Bruno Caira
Marcello Caira
Franco Caira
Rosina Orlandi
Vittorio Caira

Invitiamo chiunque abbia notizie riguardanti questo episodio della nostra storia a contattarci sulla pagina Facebook.

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