Categorie
Storia

Terrisio di Atina e il Carnevale

  • English

Terrisio di Atina, vissuto nella prima metà del 1200, fu magister (professore) presso lo Studium (università) di Napoli, e attorno a lui si dovette senz’altro costruire un circolo di allievi, pronti anche allo scherzo.

Ci sono pervenute tre lettere umoristiche relative all’attività didattica: nell’ultima di queste lettere, il maestro Terrisio, “cui nomen est terroris”, cioè “che ha nome di terrore”, richiama gli studenti alla “onestissima” abitudine di fare doni al maestro.

Infatti si ricorda che in tempo di carnevale – proprio il periodo in cui istituzionalmente viene sovvertita e ribaltata ogni regola – è opportuno che gli allievi facciano doni ai propri maestri; e Terrisio, precisa, nei versi conclusivi, che sarebbero graditi dei capponi.

Miniatura di un cappone - Enciclopedia "De proprietatibus rerum" di Bartolome l'Inglese, 1240 ca.
Miniatura di un cappone – Enciclopedia “De proprietatibus rerum” di Bartolomeo Anglico, 1240 ca.

“Est honestum et est bonum
Ut magistro fiat donum in hoc carniprivio,
Qui nos pascit et repascit in suo convivio.
Ipse prebet lectiones,
Et nos pingues huic capones aportemus singuli,
Ut a fonte fecundemur nos qui sumus rivuli.
Ergo, quale bonum, sibi fiant dona caponum,
Per que fervente possimus habere docentem”.

“È cosa onesta e buona
che in questo carnevale sia fatto un dono al maestro,
che ci nutre e ci rinutre al suo convivio.
Egli ci dà le lezioni,
e noi tutti portiamogli grossi capponi,
così che siamo rinvigoriti dalla fonte, noi che ne siamo i rivoli. Dunque, per il bene, gli siano dati capponi come doni,
grazie ai quali possiamo avere un appassionato docente.”

Lascia un commento